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Riserva Naturale Orientata Bosco di Ficuzza

Riserva Naturale Orientata Bosco di Ficuzza


Descrizione

Benvenuti nel cuore dell’entroterra palermitano in un area di circa 7.400 ettari di fitto bosco che, come una macchia di colore verde, si stende lungo tutte le alture di questa zona della Sicilia. Agli inizi dell’800, dopo essere stata salvata dal disboscamento a causa del territorio impervio, questa meravigliosa area boschiva ricadente tra i comuni di Monreale, Mezzojuso, Godrano, Marineo e Corleone, venne acquistata dal Re Ferdinando III di Borbone che ne fece la sua riserva di caccia. 

In quella occasione lo stesso Re fece edificare la splendida Casina Reale di caccia che tutt’ora, come una ospitale padrona di casa, si presenta in tutto il suo splendore all’ingresso della riserva per accogliere i numerosi escursionisti e visitatori che ogni giorno arrivano a Ficuzza per godere di questa rigogliosa area protetta. Negli anni successivi, proprio attorno alla Casina Reale cominciarono a sorgere diverse strutture abitative che col passare del tempo hanno costituito quello che oggi è il piccolissimo borgo di Ficuzza, frazione del comune di Corleone che conta solamente circa 200 residenti.

La Riserva rapprsenta il bosco più grande della Sicilia occidentale ed è un'area naturale protetta della Regione Siciliana istituita con Decreto Assessoriale nel luglio del 2000. L’area della riserva comprende il Bosco della Ficuzza, la Rocca Busambra, il bosco del Cappelliere e il Gorgo del Drago e dal 2013 è entrata a far parte del Parco dei Monti Sicani. Questa ospita circa l'80 per cento delle specie animali presenti in Sicilia, tra uccelli e fauna selvatica. Si contano numerose specie di rapaci tra i quali meritano una menzione particolare l'aquila reale, il falco pellegrino, il capovaccaio, il nibbio bruno e il nibbio reale; tantissimi poi sono i mammiferi come la volpe, il gatto selvatico, la donnola, la martora e il cinghiale. Per quel che riguarda la flora inceve è costituita da splendidi esemplari arborei che costellano il bosco (lecceti, sugheri, querce caducifoglie, cerreti, aceri campestri, castagni), e molti endemismi tra i quali spiccano il fiordaliso della Busambra, la perlina di Boccone, la finocchiella di Boccone, il ciombolino di Sicilia, la meravigliosa bocca di leone siciliana, la viola dei Tineo ecc...

Infine ciò che caratterizza la riserva è la varieta dei suoi ambienti, dai boschi agli arbusteti, dalle aree rupestri e semirupestri alle zone fluviali, dalle praterie alle garighe, che fanno di questa parte della Sicilia un posto davvero incantato.

Come Arrivare a Ficuzza:

Per raggiungere la riserva, se si è sprovvisti di un mezzo proprio, si può utilizzare il servizio offerto dall’azienda siciliana trasporti (AST) ma sicuramente il mezzo proprio è il più consigliato.

La riserva ha diversi ingressi ma consigliamo, a prescindere dalla provenienza, quello relativo alla strada statale SS121 Palermo-Agrigento perché le alternative portano in diverse strade interne che non sono certamente indicate per chi non conosce bene il territorio.

  • Per chi proviene dall’autostrada A29 Palermo-Catania, una volta imboccata la SS121 per Agrigento (uscita Villabate), si deve proseguire fino allo svincolo per Bolognetta > Marineo per poi proseguire sulla strada statale SS118 in direzione Marineo > Corleone fino allo svincolo per Ficuzza.
  • Per chi proviene invece dalla parte meridionale della Sicilia, da Agrigento si prende la SS121 in direzione Palermo fino al secondo svincolo per Bolognetta > Marineo (ATTENZIONE: non uscire al primo svincolo per Bolognetta ma proseguire oltre la galleria fino all’uscita successiva per evitare di passare dentro il paese),  proseguire poi sulla strada statale 118 in direzione Marineo > Corleone fino allo svincolo per Ficuzza.

Infine ci si può rivolgere alle varie associazioni che organizzano numerosissime escursioni che vi accompagnano alla scoperta della riserva raccontandovi tutte le meraviglie che questo splendido scrigno naturale custodisce.

 

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Recensioni

- 22/01/2019 -

Pippo

Salve, farei una piccola correzione sul numero di abitanti, purtroppo adesso se arriviamo a 50 unità abitative è grasso che cola.

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